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Indagini esplorative

L’attitudine al conoscere conforme alla natura di un campo sempre nuovo e imprevedibile quale è l’esperienza terapeutica, si realizza concretamente in atti esplorativi. Il terapeuta esplora con tutti i sensi del corpo, secondo una prospettiva metodologica di conoscenza incarnata. Il paziente, riconosciuto come soggetto a sua volta, viene indagato nella varietà di profili di manifestazione dei suoi gesti, e chiamato a dire il sentire. Inoltre le due prospettive si incontrano e si confrontano in un dialogo serrato fra terapista e paziente, fra corpo e parola, fra sensazione e ispirazione.

Esplorare la Predisposizione Tonale

L’indagine sulla predisposizione tonale prevede i passaggi del disporsi, appoggiare, scorrere, tentare, plasmare. Questa varietà forme di relazione tattile permette di cogliere immediatamente le qualità tonali locali, e di disegnare la mappa tonale complessiva del corpo su cui orientarsi. Sono i punti di “appoggio” pedagogici che possono guidare una disciplina genuina del tatto pienamente coinvolta nei fenomeni tonali, sospendendo ogni presupposizione teorica.

Esplorare la dinamica tronco-arti inferiori

L’indagine ha per oggetto i richiami somestesici fra il tronco e gli arti inferiori all’interno di due gesti che propongo spesso ai pazienti all’inizio dell’esperienza terapeutica: lo sporgersi del tronco e lo spingere dei piedi. Nella loro semplicità e primarietà questi due gesti rivelano la capacità di rivelare molteplici alterazioni di schemi coordinativi somestesici. Essi forniscono così un supporto diretto per una comprensione che emana dagli schemi di sofferenza intrinseca, e per una scelta terapeutica guidata dai suggerimenti che il corpo stesso esprime.

Esplorare il Gesto Sintomatico.

Per orientarsi alla comprensione di un gesto sintomatico, bisogna indagarlo nella sua struttura costitutiva del tempo, dello spazio e della forma.

Esplorare la Sequenza del Gesto. Ogni gesto si sviluppa nel tempo, come sequenza di fasi con cui si realizza uno schema sensomotorio definito. I suoi passaggi sistematici sono il movimento spontaneo, l’accenno, l’escursione e il limite. Funzione della ESG è indagare il gesto nella sua spontaneità motoria, e analizzarlo nelle sue fasi di sviluppo temporale, per rilevare problemi nella successione e propagazione dello schema sensomotorio.

Esplorare la Composizione del Gesto. Ogni gesto è composto da un insieme significativo di strutture coordinate che generano e gestiscono forze. La disfunzione di qualunque di queste strutture, e quindi l’alterata cinetica che ne risulta, può essere presa in considerazione come possibile causa o fattore contributivo di un sintomo associato al gesto. Ruolo della ECG è indagare il gesto sintomatico modificando specificamente l’impegno di singole condizioni e strutture che lo compongono, al fine di rilevarne il ruolo causale nell’evocazione del sintomo.

Esplorare la Forma del Gesto. La Forma gestuale è l’espressione che compiutamente realizza e rivela il gesto nella sua sensibilità e nel suo stile personale. Ogni gesto si può esprimere secondo una variabilità di Forme qualitative. Avendo riconosciuto la qualità spontanea del gesto del paziente, la EFG propone qualità espressive e forme differenti, che modificano globalmente la struttura del gesto. Si può così rilevare l’incidenza della globalità strutturale ed espressiva nei confronti del sintomo.