Information

Populate the side area with widgets, images, and more. Easily add social icons linking to your social media pages and make sure that they are always just one click away.
 

Dinamiche di terapia manuale

Nella prospettiva del corpo vivente, la terapia manuale non è più concepita come semplice applicazione di forze controllate su strutture anatomiche specifiche, ma come contatto espressivo che sollecita adattamenti somestesici all’interno di una relazione intercorporea.

Il campo di contatto

Il contatto manuale fra il terapeuta e il paziente instaura un campo che è un campo di forze e un campo somestesico. Le forze e le somestesi di questo campo di contatto si organizzano attorno ai due contatti manuali impegnati in due funzioni differenti: la funzione focale e la funzione contestuale. La funzione focale è quella della mano posta a diretto contatto sulla sede che in un dato momento viene considerata l’oggetto privilegiato di percezione. La funzione contestuale è quella della mano posta a contatto con un’area prossima o remota rispetto alla sede focale, e che da tale area genera una varietà di sollecitazioni mirate nei confronti del luogo focale. In tal modo all’interno del campo di contatto si instaurano delle dinamiche coordinate che lo attraversano, lo organizzano e lo modificano.

Estetica dell’andamento nel campo di contatto.

Le dinamiche non sono da intendere solo in termini cinetici, cioè di forze. Esse sono anche fenomeni di andamento spaziotemporale dotati di qualità tonali. L’andamento è la risultante di due fattori temporali dinamici.

Il primo fattore è la coordinazione temporale fra l’azione delle due mani, focale e contestuale. La loro azione può essere simultanea in direzioni dal senso convergente, divergente o invariante. Oppure può essere sfasata in tensionamento o detensionamento. Ciascuna di queste forme coordinative temporali possiede una qualità tonale intrinseca.

Il secondo fattore è il ritmo, con cui si individua la scansione temporale propria di cicli di azione che possono andare da una grande lentezza a una vibrazione di elevata frequenza, caratterizzati rispettivamente da un effetto tonale rilassante, contenitivo, pacato, e da un effetto tonale stimolante, eccitante, reattivo.

Nell’esperienza terapeutica questi due fattori dell’andamento dinamico non sono gestiti in base a decisioni di un ragionamento clinico, ma sono lo sbocco spontaneo di una relazione sintonica fra i due corpi. Stabilire tale relazione è innanzitutto il compito del terapeuta che si pone preliminarmente in ascolto delle qualità tonali spontanee del campo somatico del paziente. Mantenendosi in tale relazione sintonica il terapeuta avvia un andamento dinamico, e lo modifica in funzione dei cambiamenti che avverte nel campo.

Questa metodologia dell’andamento dinamico manuale privilegia la dimensione estetica del contatto come piano orientativo e regolativo intrinseco all’esperienza, mentre le conoscenze di fisiopatologia e biomeccanica, pur non essendo trascurate, rimangono sullo sfondo. In ciò essa si differenzia dalle consuete proposte di terapia manuale che fondano l’azione manuale prevalentemente su presupposti di fisiopatologia e biomeccanica.

L’andamento coordinativo fra le mani in terapia manuale può assumere una gran varietà di schemi. Tuttavia questa gran varietà di schemi può essere ricondotta grosso modo a tre tipologie: concordante, discordante e trasmissivo. Ciascuno di essi si caratterizza, sul piano somestesico, per una qualità tonale caratteristica.

Andamento concordante e qualità tonale dondolante.

Quando la mano focale e quella contestuale agiscono in accordo di fase, sollecitando simultaneamente i tessuti nella stessa direzione, si ha un andamento dinamico concordante. Si determina un campo di contatto aperto, in quanto gli effetti della sollecitazione manuale non rimangono circoscritti nell’area compresa fra i due contatti, ma si propagano oltre.

Esteticamente, la qualità tonale caratteristica della dinamica concordante è un dondolio morbido, armonico, al quale il paziente può lasciarsi andare, come sentendosi cullato.

Andamento divergente e qualità distensiva.

Nell’andamento dinamico divergente le mani focale e contestuale agiscono in opposizione di fase, sollecitando contemporaneamente i tessuti in direzioni opposte, nel senso dell’allontanamento. Il campo di contatto resta all’interno della regione delimitata dalle due mani, senza propagazione al di là di essa, e si modifica in modo ampliativo. La qualità tonale caratteristica è distensiva, con effetto di decompressione, allungamento, stiramento.

Andamento convergente e qualità contenitiva.

Nell’andamento dinamico discordante le mani focale e contestuale agiscono in opposizione di fase, sollecitando contemporaneamente i tessuti in direzioni opposte, nel senso dell’avvicinamento. Il campo di contatto resta all’interno della regione delimitata dalle due mani, senza propagazione al di là di essa, e si modifica con una riduzione d’area. La tonalità tonale caratteristica è contenitiva, con effetto di detensione, rilassamento, accorciamento.

Andamento trasmissivo e qualità ondulante

Nell’andamento dinamico trasmissivo le mani focale e contestuale agiscono in ritardo di fase, alternando in successione tensionamento e trascinamento. Il campo di contatto oscilla fra i caratteri aperto e delimitato. La qualità tonale caratteristica è ondulante, come l’onda che ciclicamente accumula e cede energia.