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Forme interattive di terapia manuale

Il principio di interazione sintonica.

La terapia manuale è sempre, per principio, una condizione interattiva, dato che il corpo del paziente non è inanimato, ma sente e retroagisce all’azione manuale del terapista. Tuttavia nell’esperienza corrente tale interattività di base non viene tematizzata, non diventa cioè tema di esperienza, ma rimane sullo sfondo. Ci sono situazioni però in cui il carattere interattivo viene tematizzato, divenendo un criterio cosciente e condiviso di esperienza fra i due soggetti.

Affinché l’interazione consapevole possa instaurarsi è necessario che s’instauri una forma di sintonia intercorporea fra i due soggetti. Sintonia significa sostanzialmente che l’area del contatto intercorporeo diventi il punto d’incontro delle due prospettive somestesiche del paziente e del terapeuta, e che se questo punto d’incontro somestesico s’instauri un’intesa espressiva. È solo grazie all’assunzione del principio di sintonia, che l’interazione somatica assume il carattere vitale di un atto terapeutico e non di un contrasto cieco e potenzialmente lesivo.

La sintonia non è solo questione di uno stato della coscienza. Essa assume anche la forma attiva di un adattamento collaborativo. Quando il terapeuta agisce sul corpo del paziente, molto spesso si viene a determinare in questo una condizione di difficoltà e resistenza al cambiamento. Il terapeuta richiede allora al paziente forme attive di collaborazione mirate a favorire l’adattamento alla sollecitazione e alla tensione. Esempi tipici di adattamento collaborativo sono il respiro rilassato o mirato, micromovimenti specifici, variazioni nella qualità del contatto su un appoggio.

Mimesi tonale.

La dinamica intercorporea della mimesi tonale può essere definita la sintonia del sentire e seguire, che si sviluppa in diverse fasi di partecipazione.

Il paziente sente nel proprio corpo la sollecitazione del terapista, ne percepisce la qualità (sentire partecipe), e la segue e prosegue attivamente (agire partecipe).

Il terapista con il suo contatto sollecita, segue e regola l’azione propria e del paziente.

Sviluppi: accompagnamento gestuale e reciprocazione.

La mimesi tonale può svilupparsi in una forma gestuale accompagnata, dove il paziente esplora un’espressione gestuale autonoma in cui la mano del terapista non sollecita più, ma fornisce un supporto e una focalizzazione prospettica.

Inoltre la mimesi tonale e gestuale può svilupparsi in una forma di azione reciproca (reciprocazione), in cui entrambi i soggetti agiscono e si adattano l’uno nei confronti dell’altro a livello del contatto.

La funzione di questi sviluppi (la forma gestuale accompagnata, l’azione reciproca) è quella di instaurare una dinamica spontanea e improvvisativa, che mette in luce schemi di azione preferenziali e stereotipie, e le loro possibilità di variazione e regolazione nel contatto stesso.